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Arte "strana" o "concettuale"


Tra i famosissimi troviamo il materasso Sarah Lucas e gli animali in formaldeide Damien Hirts (Young British Artists), Jeff Koons con Ilona Staller ... La merda d'artista di Piero Manzoni e l'orinatoio di Marcel Duchamp.










Mamma che caldo!!!!

Conversazione demente su Msn

Ro (S) Artista squattrinata scrive (17.36):
uff pkkè fa caldo
Ro (S) Artista squattrinata scrive (17.36):
voglio la pioggia
annalisa scrive (17.36):
n oooooooooooooooooo
annalisa scrive (17.36):
sei pazz
Ro (S) Artista squattrinata scrive (17.36):
adesso farò una danza della pioggia
Ro (S) Artista squattrinata scrive (17.36):
però prima la cerco su internet
Ro (S) Artista squattrinata scrive (17.36):
ahahaha
Ro (S) Artista squattrinata scrive (17.36):
:P
annalisa scrive (17.37):
nooooooooooooo
annalisa scrive (17.37):
smettila!
annalisa scrive (17.37):
è estate
Ro (S) Artista squattrinata scrive (17.37):
ma io non sono da estate
annalisa scrive (17.37):
nn rompere cn la tua voglia di pioggia!
Ro (S) Artista squattrinata scrive (17.37):
da primavera forse
annalisa scrive (17.38):
va bè ora goditi il soleeeeeeeeeeeeeeeeeeee!
Ro (S) Artista squattrinata scrive (17.38):
ma il sole mi uccide :(
annalisa scrive (17.38):
io invece sono metereopatica
annalisa scrive (17.38):
e il sole mik da energia!
Ro (S) Artista squattrinata scrive (17.39):
ma ke energia energia d egitto...il sole mette ko
Ro (S) Artista squattrinata scrive (17.39):
sopratutto questo è blutto e cattivo
annalisa scrive (17.39):
mamma mia che negativa!
Ro (S) Artista squattrinata scrive (17.40):
io nuuu ....sai che ti dico
annalisa scrive (17.40):
eh
Ro (S) Artista squattrinata scrive (17.40):
l'estate ci può stare solo se si vive di notte
Ro (S) Artista squattrinata scrive (17.41):
il giorno in letargo barricati in casa eghehe
Ro (S) Artista squattrinata scrive (17.41):
che dici?
annalisa scrive (17.41):
bè stasera infatti si esce!
annalisa scrive (17.41):
e domani però sole!!!!!!!!!!
Ro (S) Artista squattrinata scrive (17.41):
a collassare in piscina ehehe
annalisa scrive (17.42):
hihi

Favola di Ammore e FolLia



La Follia decise di invitare i suoi amici a prendereun caffè da lei.
Dopo il caffè, la Follia propose: 'Si gioca a nascondino?' 'Nascondino? Che cos'è?' - domandò la Curiosità. 'Nascondino è un gioco. Io conto fino a cento e voi vi nascondete. Quando avrò terminato di contare, cercherò e il primo chetroverò sarà il prossimo a contare.' Accettarono tutti ad eccezione della Paura e della Pigrizia. '1,2,3...' - la Follia cominciò a contare. La Fretta si nascose per prima, dove le capitò. La Timidezza, impacciata come sempre, si nascose in un gruppo d'alberi. La Gioia corse in mezzo al giardino. La Tristezza cominciò a piangere, perché non trovava un angolo adatto per nascondersi. L' Invidia si unì al Trionfo esi nascose accanto a lui dietro un grande masso. La Follia continuava a contare mentre i suoi amici si nascondevano. La Disperazione era disperata vedendo che la Follia era già a novantanove. 'CENTO!' - gridò la Follia - 'Comincerò a cercare.' La prima ad essere trovata fu la Curiosità, poiché non aveva potuto impedirsi di uscire per vedere chi sarebbe stato il primoad essere scoperto. Guardando da una parte, la Follia vide il Dubbio sopra un recinto che non sapeva da quale lato si sarebbe meglio nascosto. E così di seguito scoprì la Gioia, la Tristezza, la Timidezza. Quando tutti erano riuniti, la Curiosità domandò: 'Dov'è l'Amore?'. Nessuno l'aveva visto. La Follia cominciò a cercarlo. Cercò in cima ad una montagna, nei fiumi sotto le rocce. Ma non trovò l'Amore. Cercando da tutte le parti, la Follia vide un rosaio, prese un pezzodi legno e cominciò a cercare tra i rami, allorché ad untratto sentì un grido. Era l'Amore, che gridava perché una spina gli aveva forato un occhio. La Follia non sapeva che cosa fare. Si scusò, implorò l'Amore per avere il suo perdono e arrivò fino a promettergli di seguirlo per sempre. L' Amore accettò le scuse. Ancora oggi, quando si cerca l'Amore non lo si trova, e solo i folli si ostinano a cercarlo nonostante tutto ma oprattutto: l'Amore è cieco e la Follia lo accompagna sempre.

La follia

La follia, cos'è dunque la follia?


Si parla di follia, quando si descrive soggetti che hanno disturbi mentali gravi, ma in realtà le parole pazzo e folle vengono adoperate solitamente dalla gente per etichettare persone dai comportamenti stravaganti e dalla personalità fuori dal comune.

I medici hanno sostituito la parola "follia" con i termini di nevrosi, psicosi, melanconia o depressione. La follia si avvicina oggi, piuttosto, alla diagnosi clinica psicosi, malattia mentale solitamente grave e ben distinta dalla depressione. Spesso la follia e la depressione sono scambiate l'una con l'altra, infatti molti depressi sono stati trattati da folli e molti folli deliranti sono stati definiti depressi, per camuffarne la malattia.

Si afferma che il folle è colui che offende le regole della morale, del corretto modo di pensare della società.

Famosi scrittori, scienziati illustri, artisti celeberrimi sono stati considerati fuori della norma.

Kafka era un nevrotico ossessivo, Baudelaire un depresso cronico, Schopenhauer soffriva di manie di persecuzione, Einstein aveva proverbiali stranezze.

Non tanto la malattia in sé, quanto un insieme di cose che lega l'artista o genio al personaggio di pazzo, irrazionale, non-normale e non- comune.

Quasi tutti i geni hanno uno stile di vita originale, trasandato, irregolare e pazzo è il bisogno di fuggire e di estraniarsi dalla società, il genio appare agli occhi dell'uomo comune come un diverso.

L'uso di droghe da parte di alcuni artisti ha avuto degli effetti devastanti sul sistema nervoso; spesso le droghe venivano utilizzate come medicinali per sentirsi meglio, in quanto esse hanno la capacità di modificare il comportamento psichico e di alterare la percezione della realtà. Diversi autori hanno visto nella droga un qualcosa per forzare l'accesso alla vita emotiva più profonda, oppure creare una nuova strutturazione del rapporto dell'Io con il reale. L'affinità tra l'effetto procurato dalle droghe e le manifestazioni di una malattia mentale è stata rilevata fin dall'antichità; Aristotele fa notare quanto gli effetti dell'alcool assomigliano all'umore turbato e afferma inoltre quanto il vino possa rendere il carattere di una persona collerico, ansioso, melanconico ed audace; invece l'abuso di una sostanza ansiogena come il caffè potrebbe influire sul comportamento e rendere il soggetto nervoso ed ansioso, ma, preso con moderazione esso stimola le attività digestive, dissipa la pesantezza ed il mal di testa, schiarisce le idee e aguzza l'ingegno. Molti scrittori facevano un larghissimo uso del caffè; Voltaire consumava quasi cinquanta tazzine al giorno e Balzac consumava dalle venti alle quaranta tazzine in una lettera ad un suo caro amico egli scrive: <<Ho i nervi in uno stato pietoso. L'abuso di caffè mi fa tremare tutti i nervi oculari, mi sento sfinito >> Il ricorso a certi ''eccitanti'', fu, in un certo senso, un fenomeno di moda, ed infatti ogni epoca è stata succube di droghe diverse, euforizzanti, antidolorifiche e psichedeliche.

Gli inizi dell'800 contrassegnano l'epoca dell'oppio, la droga dei poeti maledetti, ed intorno al 1840 subentra la moda dell'hashish. L'orientalismo e gli inizi della colonizzazione renderanno popolare la cannabis, in particolare negli ambienti intellettuali. Nel 1880 si affaccia la cocaina, di cui Freud, dopo esserne stato il teorico, fu uno dei primi consumatori. Nel 1920 si registra un gran consumo d'oppio e di morfina, mentre, negli anni '40, troviamo le anfetamine, e, contemporaneamente hanno luogo le prime esperienze con le droghe precolombiane, la psilocibina e la messalina. Infine, durante gli anni '60 e nel corso delle grandi agitazioni sociali del '68, tornano di moda l'hashish e la marijuana, a cui si aggiunge l'LSD.

I creatori, che siano essi scrittori, pittori, scultori o musicisti, partecipano a tutte le tappe d'esplorazione degli stupefacenti e dell'uso di sostanze tossiche, ma non in tutti i geni, i disturbi mentali sono attribuibili all'uso delle droghe.



Galleria d'arte: Hieronymus Bosch

Hieronymus Bosch - La cura della follia