








Alcuni geni erano veramente malati? Molti erano consapevoli dei loro mali ed altri no, ma tutti loro s’impegnavano a vivere la vita in modo intenso, dedicandosi pienamente alle loro passioni. E’ sorprendente notare come la società predichi tanto la normalità, ma in realtà prenda come punto di riferimento dei personaggi folli. Concludo con un aforisma di Nietzsche: << Dov’è dunque la follia, il cui vaccino dovrebbe essere inoculato in noi tutti? >>.










L’arte dei folli per eccellenza, o come la descrive Hitler l’arte degenerata e deviata e storicamente chiamata Espressionismo. << L’occhio dell’impressionista sente soltanto, non parla ; accoglie la domanda non ne risponde. Invece degli occhi gli impressionisti hanno due paia di orecchi, ma non hanno bocca … Ed ecco l’espressionista riaprire all’uomo la bocca . Fin troppo ascoltato tacendo, l’uomo: ora vuole che lo spirito risponde >>. Così scriveva Hermann Bahr nel 1916 nel libro che si intitola Espressionismo . In poche righe Bahr, indicava le caratteristiche del movimento: una volontà esasperata di comunicazione , di espressione, che si avvale del colore, della linea, del tema stesso della composizione. Contrariamente all’Impressionismo , che si proponeva di elaborare i dati della natura, l’Espressionismo accentuò prevalentemente il ruolo del soggetto, le sue emozioni e la sua interiorità .
Cronologicamente il primo gruppo espressionista è quello francese dei Fauves, che espose a Parigi al Salon d’Automne nel 1905. E’ allora che il critico Vauxcelles ,scorgendo una scultura tradizionale in mezzo alle opere di Matisse, Parquet, Vlaminck pare abbia esclamato : ( fauves ) . Il colore acceso, paragonato dagli artisti stessi a un “ tubetto di dinamite “, il rifiuto delle leggi prospettiche, del volume e del chiaroscuro tradizionali, l’utopia di una natura febbrile e pulsante, sono i principali aspetti espressionistici comuni ai fauves. Nello stesso 1905 si formò a Dresda il gruppo del Ponte ( Die Brùcke ), di cui facevano parte Kirchner, Bleyl, Henckel e successivamente Nolde. Rispetto ai francesi, con cui dimostravano affinità e punti di contatto, i pittori tedeschi rivelavano una derivazione romantica che si sarebbe sviluppata in senso più tragico e talvolta mistico.
Il fauvismo si esaurì presto, intorno al 1907. Più ampia fu la parabola della Brùcke.
Altri artisti comunque manifestarono poetiche parallele a quelle dei due gruppi.